venerdì 29 ottobre 2010

La fine di un incubo e la vittoria della speranza

Sono passati alcuni giorni, ma anche noi della Vigna del Signore ci tenevamo a dare uno sguardo ad una notizia bellissima simbolo della speranza che non muore mai: la liberazione dei trentatre minatori bloccati nelle miniere cilene. Quest'opera di salvataggio ha mostrato la solidarietà dell'uomo, la forza della speranza, l'unione di tutti per il perseguimento di uno scopo comune e cioè il salvataggio di 33 uomini! Ci piace pensare che questo numero, 33, non sia casuale, ma che richiami un numero bellissimo e cioè i 33 anni della vita terrena di Gesù Cristo che ha alimentato la speranza e la fede, non solo nei minatori liberati, ma anche nelle loro famiglie.


MINERA SAN JOSE' (CILE) - Il lungo incubo e' proprio finito: i 33 minatori intrappolati sottoterra in Cile per oltre due mesi sono stati tutti salvati dopo che il rischio di una loro morte nel buio delle viscere della terra ha suscitato preoccupazione e angoscia in tutto il mondo. Dopo 69 giorni dall'incidente, si e' conclusa durante l'operazione di salvataggio condotta nel deserto dell'Atacama. La capsula 'Fenix' ha fatto la spola per quasi un giorno con il punto a oltre 600 metri di profondità in cui i minatori erano rimasti intrappolati a causa di uno smottamento. Attraverso il cunicolo, sono stati riportati in superficie anche tutti i sei soccorritori calatisi nelle viscere della terra per organizzare la risalita dei minatori. L'ultimo minatore a uscire è stato il capo-turno e leader del gruppo fin dal giorno del crollo, Luis Urzua, di 54 anni: su di lui era gravato il compito di mantenere viva la speranza nei compagni durante i 17 giorni in cui non c'erano contatti con i soccorritori e che ha razionato gli alimenti dei quali disponevano (qualche lattina di tonno, latte e frutta in scatola). Appena uscito dalla capsula, il minatore è stato avvolto in una bandiera cilena e in tante città e paesi le campane delle chiese hanno suonato a distesa mentre la gente si è riversata per le strade, animandole con caroselli in auto.

''Le passo il turno e spero che questo non accada piu''', ha detto Urzua rivolto, con casco e occhiali scuri per proteggerlo dalla luce, al presidente cileno Sebastian Pinera che lo ha accolto tra l'esultanza generale. "Ho fatto un turno di 70 giorni, un po' troppo lungo", ha scherzato Urzua fra l'altro dicendosi ''orgoglioso di essere cileno". Tutti attorno a lui hanno applaudito intonando l'inno nazionale. "Mi congratulo con lei, è stato un ottimo capitano", gli ha detto il presidente Pinera che, al termine delle operazioni di soccorso, ha sigillato il pozzo ponendo metaforicamente fine alla vicenda seguita da settimane anche grazie a immagini e voci raccolte dal sottosuolo attraverso una sorta di cordone ombelicale che ha tenuto in vita i minatori con cibo e acqua. Prima di riemergere dalla piccola miniera di rame e oro nei pressi di Copiaco, circa 800 km a nord della capitale Santiago, i soccorritori hanno mostrato alla webcam sotterranea il cartello, in spagnolo, con l'annuncio ''missione compiuta'' registrato dai circa 1.500 giornalisti arrivati da tutto il mondo al ''campo Esperanza''. Protagonista delle immagini tv che hanno documentato l'operazione di salvataggio e' stata la capsula di metallo, poco piu' larga delle spalle di un uomo e dipinta coi colori della bandiera cilena. Questa sorta di Apollo 11 delle viscere della terra e' stata ridipinta piu' volte ma ha mostrato sempre piu' rigature causate delle rocce dello stretto pozzo scavato per calarla nel sottosuolo. Comunque ha tenuto, fino a riportare in superficie anche l'ultimo dei soccorritori scesi nella cavita' per aiutare i minatori ed entrare nella Fenix. L'uomo che idealmente ''ha spento la luce'' e' Manuel Gonzalez, un tecnico con 20 anni di esperienza in questo tipo di soccorsi. Nella sala mensa della base operativa da dove sono state coordinate le operazioni di soccorso - costate un equivalente tra i 7 e i 14 milioni euro secondo una stima di Pinera - alcuni familiari dei minatori hanno stappato bottiglie per suggellare con brindisi la fine dell'incubo.

FONTE: Ansa
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