Oggi affrontiamo un argomento difficile come quello della camorra. Perché lo facciamo quest'oggi? Oggi è Domenica, è festa. E' la Festa della Divina Misericordia. Gesù ha amato e ama ciascuna persona indistintamente e il segno di questo Suo infinito Amore e sconfinata Misericordia è visibile nelle conversioni di uomini apparentemente irrecuperabili, come nel caso di oggi, i camorristi. La Divina Misericordia chiama tutti alla salvezza e in questa parola "TUTTI" è incluso ogni essere umano presente sulla terra. La conversione più celebre è quella di San Paolo: un uomo da galera, lo definiremmo ai giorni nostri, un uomo che in alcune parti del mondo sarebbe stato condannato a morte per tutti i crimini commessi. Invece Gesù non è il mondo, Gesù non è un uomo qualsiasi, Gesù è Dio e Dio ama con Amore immenso. Non a caso si dice che Dio è perfetto nell'amore e la perfezione a cui si accenna è proprio questa: l'amore che non conosce limiti, l'amore misericordioso che va oltre il peccato. E' l'amore-medicina che cancella ogni colpa, l'amore-libertà che riscatta dal peccato, l'amore rigenerante che guarisce da ogni ferita.
Proprio per questi motivi oggi proponiamo il video di un ragazzo, Crescenzo che ora si trova tra le braccia del Padre. Un ragazzo che dopo una vita buia e infelice, incontra Gesù che è Gioia viva e Luce rinnovante. Un camorrista che diventa apostolo dei giorni nostri per dire: basta omicidi, basta rapine, basta violenze, basta odio.
Buona e Santa Festa della Divina Misericordia.
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on "Da camorrista a testimone di Cristo"
Il cristiano, in pratica, imbocca la Gerusalemme-Gerico; non disdegna di sporcarsi le mani; non passa oltre per paura di contaminarsi; non si prende i fatti suoi; non si rifugia nei suoi affari privati; non tira diritto per raggiungere il focolare domestico, o l’amore rassicurante della sposa, o la mistica solennità della sinagoga. Fa come fece il buon Samaritano, per il quale san Luca usa due verbi splendidi: “Ne ebbe compassione” e “gli si fece vicino”.
È un mestiere difficile, non c’è dubbio. Non solo perché richiede la coscienza dell’autonomia della politica da ogni ipoteca confessionale e il riconoscimento della sua laicità. Ma anche perché deve evitare la tentazione, sempre in agguato, dell’integralismo: diversamente si ridurrebbe il messaggio cristiano a una ideologia sociale.
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