giovedì 9 giugno 2011

Farla franca non è per sempre (si spera)

Il caso di Cesare Battisti sta suscitando forti indignazioni, soprattutto presso le famiglie delle vittime: un uomo colpevole di quattro omicidi, condannato a 2 ergastoli e 13 anni di reclusione, oggi è libero. Evaso dalla galera e rifugiatosi dapprima in Francia, poi in Messico e infine in Brasile dove la scorsa notte ha ottenuto la libertà. Quasi sicuramente i giudici che ne hanno deciso la liberazione non sanno cosa voglia dire per un ragazzo di 15 anni, è il caso di Alberto Torregiani, il giorno 16 febbraio 1979 a Milano, subire un attentato da parte dei Proletari Armati per il Comunismo di cui era componente Cesare Battisti, nella gioielleria di famiglia assieme al padre, Pierluigi Torregiani, ucciso davanti agli occhi del figlio, quest'ultimo rimasto paraplegico per tutta la vita per essere stato colpito alla colonna vertebrale da uno dei proiettili protagonisti della sparatoria, partito però dalla pistola del padre mentre tentava di difendersi, prima di morire. Quello di Torregiani è tra i casi più conosciuti, ma ce ne sono altri che meritano attenzione:

E' il 6 giugno 1978 quando a Udine il maresciallo della Polizia penitenziaria Antonio Santoro, perde la vita per mano dei PAC.

Il 16 febbraio 1979, lo stesso giorno in cui moriva Pierluigi Torregiani, venne ucciso a Mestre dagli stessi PAC durante una rapina, Lino Sabbadin il quale svolgeva attività di macellaio nel suo esercizio commerciale.

19 aprile 1979: muore a Milano, l'agente della DIGOS, Andrea Campagna. Ancora una volta sono gli stessi PAC ad eseguire l'omicidio.

Com'è possibile, ci si chiede, che un uomo con un lungo curriculum da criminale, condannato in vari processi, possa farla franca? Ancor più ci si chiede, com'è possibile che siano dei giudici, i quali dovrebbero far giustizia, a favorire la liberazione di un assassino? Ora non resta che sperare nel ricorso che l'Italia presenterà all'Aja perché venga finalmente messa la parola fine all'ingiusta libertà di un uomo che negli anni ha continuato a svolgere una vita normale, diventando persino scrittore, senza tener conto di quei poveri uomini barbaramente uccisi da lui e dal suo gruppo. E' vergognoso che ci siano persone a sostenere Battisti, un uomo che non è stato capace di dar segni di pentimento.

Farla franca non è per sempre, almeno è ciò che auspicano i familiari delle vittime e il popolo italiano.

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