lunedì 20 dicembre 2010

Un nuovo cammino - La Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica - IV

 Continua il percorso di studio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica: un valore importantissimo e valido per tutti gli uomini di buona volontà, il che lo rende molto trasversale e utile alla causa generale. Oggi concludiamo la parte introduttiva che ha mostrato le motivazione e la ratio di quest'opera. Vediamo in sostanza come la Chiesa si ponga al servizio dell'uomo per indirizzarlo lungo la ricerca della verità che egli compie durante il suo percorso terreno, soprattutto in un periodo così moderno e ricco di sfide, tra le quali si piomba la globalizzazione e che rischiano di rendere questo cammino anche più difficile di quanto potesse essere tempo fa. Ecco perchè la Chiesa compie un ottimo servizio cercando di guidare l'uomo, in tempi così controversi e di difficile lettura, durante la ricerca della verità a cui tutti, prima o poi, aspirano perchè tipico della natura umana: 

c) Al servizio della piena verità dell'uomo

13 Questo documento è un atto di servizio della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo, ai quali essa offre il patrimonio della sua dottrina sociale, secondo quello stile di dialogo con cui Dio stesso, nel Suo Figlio unigenito fatto uomo, « parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e vive fra essi (cfr. Bar 3,38) ».14 Traendo ispirazione dalla Costituzione pastorale « Gaudium et spes », anche questo documento pone come cardine di tutta l'esposizione l'uomo, « quello integrale, con il corpo e l'anima, con il cuore e la coscienza, l'intelletto e la volontà ».15 Nella prospettiva delineata, la Chiesa « non è mossa da alcuna ambizione terrena, ma mira a una cosa sola: continuare cioè, sotto la guida dello Spirito Paraclito, l'opera di Cristo, che è venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verità, per salvare e non per giudicare, per servire e non per essere servito ».16

14 Con il presente documento la Chiesa intende offrire un contributo di verità alla questione del posto dell'uomo nella natura e nella società, affrontata dalle civiltà e culture in cui si esprime la saggezza dell'umanità. Immergendo le loro radici in un passato spesso millenario, esse si manifestano nelle forme della religione, della filosofia e del genio poetico di ogni tempo e di ogni popolo, offrendo delle interpretazioni dell'universo e della convivenza umana e cercando di dare un senso all'esistenza e al mistero che l'avvolge. Chi sono io? perché la presenza del dolore, del male, della morte, malgrado ogni progresso? a che cosa valgono tante conquiste se il loro prezzo è non di rado insopportabile? che cosa ci sarà dopo questa vita? Queste domande di fondo caratterizzano il percorso del vivere umano.17 A questo riguardo, si può ricordare il monito « Conosci te stesso », scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, che sta a testimoniare la verità basilare secondo cui l'uomo, chiamato a distinguersi tra tutti gli esseri creati, si qualifica come uomo appunto in quanto costitutivamente orientato a conoscere se stesso.

15 L'orientamento che si imprime all'esistenza, alla convivenza sociale e alla storia dipende, in gran parte, dalle risposte date agli interrogativi sul posto dell'uomo nella natura e nella società, alle quali il presente documento intende offrire il suo contributo. Il significato profondo dell'esistere umano, infatti, si rivela nella libera ricerca della verità capace di offrire indirizzo e pienezza alla vita, ricerca alla quale tali interrogativi sollecitano incessantemente l'intelligenza e la volontà dell'uomo. Essi esprimono la natura umana al livello più alto, perché coinvolgono la persona in una risposta che misura la profondità del suo impegno con la propria esistenza. Si tratta, inoltre, di interrogativi essenzialmente religiosi: « quando il perché delle cose viene indagato con integralità alla ricerca della risposta ultima e più esauriente, allora la ragione umana tocca il suo vertice e si apre alla religiosità. In effetti, la religiosità rappresenta l'espressione più elevata della persona umana, perché è il culmine della sua natura razionale. Essa sgorga dall'aspirazione profonda dell'uomo alla verità ed è alla base della ricerca libera e personale che egli compie del divino ».18

16 Gli interrogativi radicali che accompagnano sin dagli inizi il cammino degli uomini acquistano, nel nostro tempo, pregnanza ancora maggiore, per la vastità delle sfide, la novità degli scenari, le scelte decisive che le attuali generazioni sono chiamate a compiere.

La prima delle sfide più grandi, di fronte alle quali l'umanità oggi si trova, è quella della verità stessa dell'essere-uomo. Il confine e la relazione tra natura, tecnica e morale sono questioni che interpellano decisamente la responsabilità personale e collettiva in ordine ai comportamenti da tenere rispetto a ciò che l'uomo è, a ciò che può fare e a ciò che deve essere. Una seconda sfida è posta dalla comprensione e dalla gestione del pluralismo e delle differenze a tutti i livelli: di pensiero, di opzione morale, di cultura, di adesione religiosa, di filosofia dello sviluppo umano e sociale. La terza sfida è la globalizzazione, che ha un significato più largo e più profondo di quello semplicemente economico, poiché nella storia si è aperta una nuova epoca, che riguarda il destino dell'umanità.

17 I discepoli di Gesù Cristo si sentono coinvolti da questi interrogativi, li portano anch'essi dentro il loro cuore e vogliono impegnarsi, insieme con tutti gli uomini, nella ricerca della verità e del senso dell'esistenza personale e sociale. A tale ricerca contribuiscono con la loro generosa testimonianza del dono che l'umanità ha ricevuto: Dio le ha rivolto la Sua Parola nel corso della storia, anzi Egli stesso vi è entrato per dialogare con essa e per rivelarle il Suo disegno di salvezza, di giustizia e di fraternità. Nel Suo Figlio, Gesù Cristo, divenuto uomo, Dio ci ha liberati dal peccato e ha indicato la via lungo la quale camminare e la meta verso cui tendere.

d) Nel segno della solidarietà, del rispetto e dell'amore

18 La Chiesa cammina insieme a tutta l'umanità lungo le strade della storia. Essa vive nel mondo e, pur non essendo del mondo (cfr. Gv 17, 14-16), è chiamata a servirlo seguendo la propria intima vocazione. Un simile atteggiamento — riscontrabile anche nel presente documento — è sostenuto dalla profonda convinzione che è importante per il mondo riconoscere la Chiesa quale realtà e fermento della storia, così come per la Chiesa non ignorare quanto essa abbia ricevuto dalla storia e dall'evoluzione del genere umano.19 Il Concilio Vaticano II ha voluto dare un'eloquente dimostrazione della solidarietà, del rispetto e dell'amore nei riguardi della famiglia umana, instaurando con essa un dialogo su tanti problemi, « portando la luce che trae dal Vangelo e mettendo a disposizione del genere umano le energie di salvezza che la Chiesa, sotto la guida dello Spirito Santo, riceve dal suo Fondatore. Si tratta di salvare la persona dell'uomo e di edificare la società umana ».20

19 La Chiesa, segno nella storia dell'amore di Dio per gli uomini e della vocazione dell'intero genere umano all'unità nella figliolanza dell'unico Padre,21 anche con questo documento sulla sua dottrina sociale intende proporre a tutti gli uomini un umanesimo all'altezza del disegno d'amore di Dio sulla storia, un umanesimo integrale e solidale, capace di animare un nuovo ordine sociale, economico e politico, fondato sulla dignità e sulla libertà di ogni persona umana, da attuare nella pace, nella giustizia e nella solidarietà. Tale umanesimo può essere realizzato se i singoli uomini e donne e le loro comunità sapranno coltivare le virtù morali e sociali in se stessi e diffonderle nella società, « cosicché vi siano davvero uomini nuovi e artefici di una nuova umanità, con il necessario aiuto della grazia divina ».


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